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L’11 Giugno è stata un’occasione di cambiamento. E il cambiamento è iniziato con i suoi primi frutti virtuosi. L’essere chiamati alle urne è uno strumento privilegiato e fondamentale per perseguire, affermare e difendere il bene comune. Il fare politica non è una cosa da evitare, in quanto “sporca” e poco edificante, ma implica sacrificio e dedizione. Ecco perché abbiamo bisogno di chi, per vocazione e per spirito di servizio, sceglie di contaminarsi in quell’aggrovigliato mondo che si chiama politica. Senza un granello di utopia è impossibile immaginare e pianificare il nostro futuro, ma resterà solo mera arte dell’arrangiarsi e poltronificio contro il popolo. Votare è importante perché esprime dà corpo, anima e cuore alle nostre opinioni, ai nostro ideali. Dobbiamo credere nel cambiamento, garantire le priorità della famiglia, del nostro territorio nella massima legalità. Bisogna andare controcorrente, con tenacia e fede. Bisogna essere cittadini attivi impegnati in prima persona, in grado di “sporcarsi” le mani.

Una squadra, quella del Popolo della Famiglia, che ha deciso di esserci, che ha messo la propria faccia in 35 comuni. Una squadra onesta, trasparente, che ha dimostrato di avere voglia di fare e di dare, e questi piccoli ma grandi risultati delle amministrative, che in un solo anno di vita ha raggiunto, lo provano senza tema di smentita. Siamo chiamati a costruire sulla roccia e dopo un anno stiamo già gustando i primi risultati. Frutti di un popolo che cammina, di un popolo che custodisce l’amore per l’altro, per il territorio, per i propri figli. Un popolo che agisce. In campagna elettorale abbiamo incontrato tanto gente, in varie parti di Italia, riscoprendo quei principi che il caos della vita quotidiana, spesso ci porta a dimenticare. Stiamo riscoprendo quanto sia importante la presenza fisica, l’umanità di chi ti sta vicino e ti trasmette coraggio e speranza; la fiducia di chi ti sceglie per quello che sei.
Abbiamo e stiamo continuando a donare tempo e disponibilità. Abbiamo sentito il dovere, la responsabilità, di partecipare in modo politico alla vita della società, una società che è sempre più lacerata e depressa. Alla politica come forma più alta di carità siamo chiamati tutti: problemi comuni-soluzioni comuni. La politica, infatti, non guarda al bene del singolo, ma nemmeno a quello di una piccola comunità, guarda a tutti. Le parole-chiave sono e devono essere: libertà, solidarietà, dignità, identità, giustizia sociale. Relazione con l’altro: questo “compromesso” non deve essere inteso come mercificazione o svendita dei propri valori, ma è un vero e proprio dono reciproco con il fratello, soprattutto con quello che sentiamo più diverso e distante. Questa è patria vivente.
Ecco perché voglio ringraziare tutti coloro che hanno deciso di esserci e coloro che ci saranno. La sfida che ci aspetta è ambiziosa e faticosa. Questi dati, queste piccole ma grandi vittorie, ci permettono di guardare alle politiche con maggiore speranza. Solo il Popolo della Famiglia oggi, è in grado di tutelare il debole, l’altro, l’emarginato, la FAMIGLIA. Un 3% che è importante, un 3% che è la nostra forza, un 3% che è entusiasmo. “Non si dica quella solita frase poco seria: la politica è una cosa “brutta”! No: l’impegno politico, è un impegno di umanità e di santità: è un impegno che deve poter convogliare verso di sé gli sforzi di una vita tutta tessuta di preghiera e meditazione, di prudenza, di fortezza, di giustizia e di carità” (Giorgio La Pira). #sempreinlotta
 
di Nicola Di Matteo

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