Gela – Il coordinatore nazionale del PDF è a gela per gridare No a una nuova legge contro l omofobia che finirebbe solo per colpire ” l’ espressione di una legittima opinione”, come quella che i bambini hanno bisogno di una mamma e un papà.

Gridiamo; No alle proposte di legge contro i reati di omotransfobia attualmente al vaglio della commissione Giustizia della Camera dei Deputati.
Proposta si legge che punta a modificare agli articoli materia di violenza o discriminazione per motivi di orientamento sessuale o identità di genere.
Sono tutti provvedimenti inutili, dal momento che i dispositivi penali e legislativi già presenti nel nostro ordinamento aumentò giuridico sono più che sufficienti per contrastare il triste fenomeno delle persecuzioni e dei comportamenti violenti verso membri della comunità Lgbt. Anche per questi ambiti non solo non si riscontra alcun vuoto normativo, ma nemmeno alcune che giustifichino l urgenza di nuove disposizioni. Con il DDL Zan si finirebbe per mandare a processo molto più le persone che esprimono le loro opinioni, introducendo il reato di opinione.
Siamo di fronte a un cambiamento più profondo di quanto immaginiamo, che non va letto con superficialità. Siamo in un tempo dove è determinante riscoprire i valori, che nella storia del nostro paese hanno da sempre rappresentato, all apparire del de lino della politica, un ancoraggio. Questa è libertà. Dobbiamo essere un popolo autentico che punta al bene e alla verità e il popolo della famiglia c’è e continuerà a lottare per il bene comune ad oltranza.

Una giornata da ricordare. Una piazza piena di volti, di storie, di voglia di libertà e di verità. Una piazza composta. Silenziosa. Una Gela che nel suo silenzio, a gran voce, ha ribadito il suo “No” a una nuova proposta di legge contro l’omofobia che finirebbe solo per colpire l’espressione di una legittima opinione. Deciso il “No” alla proposta di legge contro i reati di omotransfobia che punta a modificare agli articoli in materia di violenza o discriminazione per motivi di orientamento sessuale o identità di genere. Provvedimenti inutili, dal momento che i dispositivi penali e legislativi già presenti nel nostro ordinamento giuridico sono più che sufficienti per contrastare il triste fenomeno delle persecuzioni e dei comportamenti violenti verso membri della comunità Lgbt. Anche per questi ambiti non solo non si riscontra alcun vuoto normativo, ma nemmeno lacune che giustifichino l’urgenza di nuove disposizioni. Con il ddl Zan si finirebbe per mandare a processo molto più le persone che esprimono la loro opinione, introducendo il «reato di opinione». Una piazza silenziosa, composta, disturbata dal rumore di pochi giovani che hanno cercato di contestare, di gridare il loro dissenso.

Siamo di fronte a un cambiamento più profondo di quanto immaginiamo, che non va letto con superficialità. Siamo in un tempo dove è determinante riscoprire i valori, che nella storia del nostro paese hanno da sempre rappresentato, all’apparire del declino della politica, un ancoraggio. Questa è libertà. Dobbiamo essere un Popolo autentico che punta al bene e alla verità e il Popolo della Famiglia c’è e continuerà a lottare per il bene comune senza se e senza ma. Il popolo della famiglia continua ad essere in prima linea, pronta a scendere in campo, in strada per gridare alla vera libertà.

 


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