Le elezioni europee si avvicinano a grandi passi ed è il momento di unirsi per cambiare l’Italia partendo proprio dal migliorare l’Europa.

Sono molte le domande che i nostri lettori, ma anche le persone che si incontrano quotidianamente ci pongono. Per dissipare dubbi ed ottenere risposte esaurienti le abbiamo girate a Nicola Di Matteo che si candida per il Popolo della Famiglia in Europa.

6 semplici domande che chiariranno le idee a molti!

1) Come risolvere il problema delle ONG e delle loro navi?

“Nel programma che abbiamo stilato per le Europee sosteniamo che serve più democrazia: un presidente della Commissione eletto direttamente dal popolo con tutta la Commissione, più poteri al Parlamento europeo, una governance europea che vada dalla politica estera comune all’esercito continentale, senza sfuggire alla questione centrale dell’immigrazione che potrà essere affrontata solo stracciando il trattato di Dublino. Come dice Papa Francesco, una immigrazione sostenibile è la sola che l’Europa può permettersi e l’Italia non può essere abbandonata a se stessa come paese

di prima accoglienza. Occorre riprendere un modello di flussi concordati che permetta agli immigrati di arrivare in ogni paese europeo secondo quote prestabilite non dando migliaia di euro a trafficanti di esseri umani rischiando la vita nel deserto o in mare, ma con un biglietto aereo e un contratto di lavoro. L’Italia ha già pagato un prezzo enorme ai flussi migratori incontrollati, ora non deve essere gettata di nuovo in pasto alle emergenze che di volta in volta si verificano” . È fondamentale puntare ad un flusso concordato per risolvere il problema immigrazione.

2) Nicola non ti sembra che molto media appoggino solo il pensiero democratico delle sinistre?

“Sicuramente i media non danno spazio ai valori ma soprattutto ad una politica che punta al cambiamento senza se e senza ma”.

3) Esiste in Italia un pericolo fascismo?

“Il fascismo è stata la più grande tragedia nazionale della storia italiana. Studiando sappiamo benissimo che Fascismo significa: leggi razziali, l’entrata in guerra con Hitler, ma soprattutto la cancellazione del diritto di opposizione in politica e nella società. Mussolini governò in dittatura senza che nessuno intervenne per molto tempo sino all’entrata in guerra dell’Italia con il conseguente dramma del secondo conflitto mondiale. Pericolo fascismo? Credo di no, parole soltanto parole…

4) La scuola diviene ogni giorno sempre più di difficile gestione. Che cosa proponi per arginare il fenomeno del bullismo?

“La strategia migliore per arginare il fenomeno del bullismo è attraverso un clima culturale, sociale ed emotivo in grado di scoraggiare sul nascere i comportamenti di prevaricazione e prepotenza. La scuola è il primo luogo di relazioni sociali per i bambini e, in virtù del suo ruolo educativo, ha la responsabilità di farsi portavoce di alcuni valori che possono aiutare a prevenire il bullismo, come promuovere la conoscenza reciproca, favorire l’autostima dei ragazzi, insegnare ad affrontare i conflitti invece di negarli, spiegare l’importanza del rispetto di regole di convivenza condivise.

Nel nostro programma infatti parliamo di “Un’Europa che abbia bisogno di essere anche pedagogica verso i suoi figli, senza abbandonarli a loro stessi, è la nostra idea di Europa”

5) Nel Popolo della Famiglia vi sono diverse realtà ed alcune differenze di pensiero (vedi fenomeno migranti) cosa tiene uniti i suoi esponenti?

“Ci tiene uniti il fatto che il popolo della famiglia è la vera speranza, unica alternativa. La speranza è discendente dell’amicizia nel senso più rigoroso del termine; solo gli amici sperano, solo dove c’è l’amicizia c’è speranza. Chi è completamente solo è disperato. Il futuro è solo timore quando è vuoto di amicizia e il presente, per colui che è pieno solo di se stesso, non ha prospettive. In questo senso sperare non è illusorio, ed è nell’amicizia che c’è impegno ed azione. E la nostra è vera amicizia che punta al vero cambiamento.

Continuiamo a scendere in campo in prima persona in difesa della vita, della famiglia e della libertà educativa con l’obiettivo di dare voce a chi voce non ne ha. Siamo chiamati ad essere operatori del vero cambiamento, oggi più che mai, dato che saremo presenti con il nostro simbolo alle elezioni europee del 26 maggio”.

6) Concludiamo con una domanda che divide gli italiani. L’Euro e’ una risorsa oppure un peso per il nostro Paese?

L’Euro è un fatto. Lega e M5S che volevano metterlo in discussione sono andati al governo e hanno dovuto scontrarsi con fatti. La discussione euro sì euro no è oziosa, è inutile.

 

Raffaele Dicembrino


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