I sofferenti condannati a morte dalla cultura radicale di massa. Bari ospita Cappato: i disabili resistono
Dal 3 al 6 ottobre, a Bari, presso la facoltà di Giurisprudenza dell’Università “Aldo Moro”, presente Marco Cappato, si terrà la prima conferenza nazionale sul fine vita. Sabato 5 ottobre alle ore 10 alcuni ragazzi in sedia a rotelle animeranno una manifestazione di protesta silenziosa all’insegna dello slogan «Noi non vogliamo morire». Tutte le associazioni pro life ed enti ecclesiali testimonieranno in questo modo la resistenza alla cultura della morte cui Marco Cappato e la Consulta hanno consegnato la nostra nazione. Il Parlamento ha rinunciato alla propria prerogativa e, lasciando spazio alla Consulta circa l’art. 580 del Codice Penale, ha di fatto consentito la legittimazione del suicidio assistito. Noi chiediamo, invece, ai nostri politici, di tutti gli schieramenti, che riconoscano e tutelino il diritto del sofferente ad essere curato e mai ucciso.
Promotore dell’iniziative è il circolo del Popolo della Famiglia della Puglia. Il Coordinatore Nazionale Nicola Di Matteo afferma: “Il PdF è l’unico partito che abbia da mesi sensibilizzato in tutta Italia circa le implicazioni sociali ed economiche determinate dall’avanzare della cultura della morte. La Vita va difesa, promossa e tutelata dal suo naturale concepimento alla sua fine naturale”. Fanizzi Mirco a nome dei dirigenti della Puglia afferma:” In nome di una presunta dignità della vita lo Stato pretende di decidere chi debba vivere e chi morire. È evidente che si tratta di un piano per ridurre le spese sanitarie favorendo ancora una volta i ricchi poiché solo loro potranno permettersi le cure necessarie e non essere suicidati” e conclude “Chi è debole, chi soffre e chi è ammalato non va soppresso ma sostenuto”. Il PdF ad alta voce afferma: «La morte non libera, crea rimorso a vita in chi resta».
Monopoli, 1 ottobre 2019

 


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