La Supervisione – Da oggi inauguriamo questa rubrica nella quale analizziamo “supervisionandoli” gli avvenimenti caratterizzanti le ultime ore in Italia e nel mondo.

Il primo ad aver accettato l’appuntamento con la rubrica “La Supervisione” è Nicola Di Matteo.

Nicola si presenta così: “Ho 47 anni, sono romano, sono sposato con Laura e padre di due splendidi figli: Pietro e Giosuè. Ho iniziato a promuovere e difendere la famiglia quando, davanti al moltiplicarsi di attacchi sempre più forti e serrati all’istituto familiare, mi sono reso conto che era necessario rimboccarsi le maniche e agire concretamente. Ho cominciato con l’associazionismo, fondando l’associazione Non si Tocca la Famiglia, e ho fatto parte del comitato organizzativo dei due Family Day”. Queste esperienze sono state per me decisive, perché mi sono accorto che c’era un popolo, di cui i due Family day sono stati una manifestazione tangibile, che chiedeva a gran voce alla politica di accogliere le proprie istanze in difesa dei valori non negoziabili di vita, famiglia e libertà educativa; questo popolo tuttavia è rimasto inascoltato e le promesse e le aspettative alimentate da vari esponenti politici sono state disattese e tradite.
Io ed altri amici, che come me avevano creduto fortemente in quelle ormai storiche manifestazioni di piazza, abbiamo così preso atto che le loro istanze non erano rappresentate in Parlamento da nessun soggetto politico e che era assolutamente necessario ed urgente dare vita ad un movimento politico che potesse dare una rappresentanza parlamentare a questi cittadini.
Così è maturata, insieme a Mario Adinolfi, l’idea di iniziare questa avventura, nella quale siamo stati da più parti osteggiati ma talvolta anche sorretti e incoraggiati, del movimento politico del Popolo della Famiglia”.

Ed ora è pronto per l’Europa ed i suoi problemi partendo dall’Italia e le sue problematiche.

1) Tu sei del PDF, cattolico ma anche tutore dell’ordine. Come pensi si possa risolvere la vicenda dei rom? Nei pressi dei loro campi la gente e’ vessata, molti bimbi a scuola non li mandano. Che cosa proponi?

Nicola Di Matteo – “La mia appartenenza al Popolo della Famiglia non è ambizione, non è per avere benefici, ma per quella morale che in tutti questi anni ho costruito passo dopo passo, ma è soprattutto per quell’amore grande di padre verso i miei figli che mi dà la carica per affrontare questa “battaglia” . Nonostante il mio lavoro, nonostante i mille impegni. La questione Rom è una questione delicata e molto urgente dovremmo trovare delle soluzioni con competenze locali, facendo dei censimenti e poi capire se sono persone pronte ad integrarsi o a fare altro.

2) Quando verrai eletto in Europa quale sarà il primo intervento che proporrai?

Bisogna guardare al proprio territorio e, contestualmente, agli scenari più ampi del mondo, per assumere con consapevolezza la decisione di contribuire ad una società più giusta: attraverso la partecipazione attiva a iniziative e opere con forte impronta missionaria, attente sia alle tante povertà del mondo sia a quelle che si possono incontrare nei nostri quartieri, città, paesi e attraverso l’assunzione di stili di vita più sobri, ispirati ai principi di equità, solidarietà e giustizia. Se verrò eletto il primo intervento sarà cercare di “battere la peste bianca della denatalità Europea”. come è scritto nel nostro programma: “Il PdF ha consegnato al Parlamento italiano la proposta di legge di iniziativa popolare del reddito di maternità, mille euro al mese per le mamme che intendono dedicarsi alla famiglia e alla crescita dei figli per i primi otto anni di vita del figlio (rinnovabili dopo ogni nascita, vitalizi dopo il quarto figlio o alla nascita di un figlio disabile). In un’Europa matrigna che flirta più volentieri con la cultura della morte che con l’idea di maternità, intendiamo portare la nostra cultura popolare fondata sui diritti della donna madre, utilizzando i fondi europei per una grande campagna continentale di sostegno finanziario alla maternità. Servono milioni di bambini nel prossimo quinquennio per salvare quelle colonne del welfare che hanno sempre contraddistinto le conquiste sociali degli europei: sanità e istruzione gratuite, previdenza e assistenza per tutti. Sono conquiste che si salvaguardano solo finanziando la maternità, perché sono le mamme con i loro bimbi le levatrici del futuro dell’Europa”.

3) I negozi di cannabis tutti da chiudere? 

E’ fondamentale estirpare le colonie del male perché “Sul consumo di droga e di alcool da parte dei giovanissimi (ormai l’età di accesso alle forme di “cannabis light” è attorno ai dodici anni) serve un’offensiva continentale che deve essere prima culturale e poi fatta anche di comunicazione e politiche concrete di contrasto alla diffusione delle sostanze, evidentemente contro ogni illusoria scorciatoia antiproibizionista. Un’Europa che abbia bisogno di essere anche pedagogica verso i suoi figli, senza abbandonarli a loro stessi, è la nostra idea di Europa.”
Il Popolo della Famiglia ha stilato un programma per un’Europa che vuole ripartire e puntare al cambiamento valoriale.

Raffaele Dicembrino


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