Il 29 Ottobre a Roma la polizia di Stato è scesa in piazza Montecitorio. È scesa in piazza per alzare la voce; è scesa in piazza per andare controcorrente, per contrastare i guasti del sistema, per contribuire al cambiamento.
Non un cambiamento figurativo, solo di facciata, che a nulla serve, ma sostanziale, forza primaria anche per affermare un nuovo modulo gestionale del personale, che valorizzi le capacità, le professionalità, i meriti acquisiti, il sacrificio quotidiano di ogni singolo operatore di Polizia impegnato per la sicurezza del Paese, dal più giovane degli Agenti al più anziano dei Funzionari.
Una giornata dalle 8 alle 14 dove due sindacati il Coisp e il Mosap hanno promosso l’iniziativa sindacale a tutela dei poliziotti, non un raduno di chissà quali masse, ma un primo segnale di forte insofferenza verso chi governa. Il governo ha il dovere di avviare una discussione su i temi affrontati. Non si può parlare di sicurezza senza preoccuparsi dei diritti e delle aspettative di chi ogni giorno rischia la propria vita a servizio dei cittadini. Chiedono a gran voce l’introduzione di leggi che non consentono di restare impuniti a chi aggredisce, offende o minaccia gli appartenenti alle forze di Polizia. L’adozione di idonei correttivi legislativi che rendano certa l’espiazione della pena. Lo stanziamento di idonee risorse economiche per rinnovare il Contratto Nazionale di Lavoro del personale delle forze di polizia in misura che consenta di recuperare il potere di acquisto che gli stipendi dei poliziotti hanno perso in dieci anni di blocco degli aumenti contrattuali. Idonei stanziamenti per correggere il riordino delle carriere per migliorare l’efficienza e l’efficacia organizzativa delle forze di polizia. Lo stanziamento di adeguate risorse economiche per l’equipaggiamento dei poliziotti al fine di tutelarne l’incolumità in maniera quanto più possibile efficace. Lo stanziamento immediato di risorse economico per pagare il lavoro straordinario. In piazza per tutelare i nostri diritti, senza scendere a compromessi ma con onestà e trasparenza per dare qualità al nostro difficile e complesso lavoro. Presenti sul palco Nicola Molteni e Maurizio Gasparri. Ancora una volta due politici si impegnano per far fronte a queste problematiche. Le domande che mi pongo sono tante, tra queste: “Ma faranno realmente qualcosa? Si impegneranno?”. Domande che purtroppo non hanno una risposta immediata. Domande che nascono in me dal desiderio di cambiamento, non solo come appartenente alla polizia di stato ma anche e soprattutto come padre e coordinatore di un partito, il popolo della famiglia, che ha a cuore l’altro.
Oggi abbiamo una grande opportunità: scrivere pagina dopo pagina i nostri diritti e la nostra tutela. La stagione delle promesse è finita e il Popolo della Famiglia sostiene con forza che la sicurezza è un bene di tutti.


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